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Il GAFI toglie Monaco e la Bulgaria dalla lista grigia: perché per il tuo conto conta ancora la lista UE

Quattro Paesi escono dalla lista grigia del GAFI. Per chi vive in Italia e ha o vuole aprire un conto a Monaco, però, gli obblighi della banca dipendono da un altro elenco: quello della Commissione europea.

Una donna con i capelli grigio argento su una terrazza sopra la costa mediterranea sorride verso l'obiettivo

Il 30 ottobre 2026 il Gruppo d'azione finanziaria internazionale (GAFI, in inglese FATF) ha tolto quattro Paesi dalla sua lista grigia: Bulgaria, Costa d'Avorio, Repubblica Democratica del Congo e Monaco. Il comunicato non indica nuovi ingressi. Lo conferma l'autorità statunitense FinCEN, che dopo ogni sessione del GAFI informa le banche americane delle modifiche, nel suo comunicato del 30 ottobre 2026. La lista nera, ufficialmente l'elenco delle giurisdizioni ad alto rischio soggette a un invito all'azione, resta invariata con Iran, Corea del Nord e Myanmar.

Per Monaco finisce così il periodo di monitoraggio rafforzato da parte del GAFI. Chi ha un conto nel Principato o vuole aprirne uno potrebbe pensare che le verifiche diventino più leggere. Per chi vive in Italia, per ora, non è così, e il motivo è un secondo elenco di cui quasi nessuno parla.

Che cosa ha deciso il GAFI

Il GAFI è l'organismo intergovernativo che fissa gli standard mondiali contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo. Dopo le sue sessioni plenarie aggiorna due elenchi.

  • La lista grigia, ufficialmente «Jurisdictions under Increased Monitoring», comprende i Paesi con carenze strategiche nei sistemi antiriciclaggio che si sono impegnati a correggerle secondo un calendario concordato e collaborano attivamente con il GAFI. Così la descrive FinCEN nel comunicato.
  • La lista nera, «High-Risk Jurisdictions Subject to a Call for Action», comprende i Paesi con carenze gravi. Qui il GAFI chiede a tutti i membri di applicare una verifica rafforzata e, nei casi più gravi, contromisure.

Dopo la sessione di ottobre 2026, secondo FinCEN, nei confronti di Iran e Corea del Nord vanno ancora applicate contromisure efficaci. Per l'Iran il GAFI indica quattro misure concrete, tra cui il divieto di nuovi rapporti di corrispondenza bancaria. Il Myanmar resta soggetto a verifica rafforzata, ma senza contromisure.

L'uscita dalla lista grigia significa che il GAFI considera risolte le carenze concordate. È una valutazione del sistema di difesa di un Paese, non delle sue banche e ancora meno del tuo conto.

Perché per te conta la lista UE

Ecco il punto che i titoli tralasciano. Le banche nell'UE non modellano i propri obblighi direttamente sull'elenco del GAFI. Giuridicamente vincolante è la lista UE dei paesi terzi ad alto rischio, che la Commissione europea tiene con un proprio regolamento delegato.

La Commissione descrive così la conseguenza: i soggetti obbligati, come le banche, devono esaminare con attenzione i rapporti d'affari e le operazioni collegati a Paesi ad alto rischio, con i controlli rafforzati dell'articolo 18 bis della direttiva antiriciclaggio. In Italia la regola sta nel decreto legislativo 231 del 2007. L'articolo 1 definisce i paesi terzi ad alto rischio come quelli individuati dalla Commissione europea, o dal Ministero dell'economia e delle finanze, e l'articolo 24, comma 5, impone di applicare sempre la verifica rafforzata ai rapporti e alle operazioni che coinvolgono quei Paesi. Decisivo è dunque l'elenco della Commissione, non quello del GAFI.

La Commissione non recepisce in automatico le decisioni del GAFI. Modifica il proprio elenco con regolamenti delegati, e ci vuole tempo. Al 1° novembre 2026 la Commissione indica sulla sua pagina di riepilogo, come stato più recente, i regolamenti delegati (UE) 2026/46 e 2026/83 del 3 e 4 dicembre 2025. Monaco vi figura ancora, con decorrenza dal 5 agosto 2025. Lo stesso vale per la Costa d'Avorio (dal 5 agosto 2025) e per la Repubblica Democratica del Congo (dal 16 marzo 2023). La Bulgaria nell'elenco UE non può proprio esserci, perché riguarda solo i paesi terzi e la Bulgaria è uno Stato membro.

Per un conto a Monaco significa: finché la Commissione non modifica il regolamento, per i clienti residenti nell'UE la situazione giuridica resta quella di prima del 30 ottobre.

Cosa comporta in concreto la verifica rafforzata

L'articolo 25, comma 4 bis, del decreto 231 stabilisce che cosa deve fare come minimo una banca italiana quando è coinvolto un paese terzo ad alto rischio. Oltre alle misure ordinarie deve:

  1. acquisire informazioni aggiuntive su di te come cliente, sul titolare effettivo e sullo scopo e la natura del rapporto,
  2. chiarire l'origine dei fondi e la situazione economico patrimoniale, quindi non solo da dove arriva quel denaro, ma come si è formato il tuo patrimonio nel suo insieme,
  3. chiedere i motivi delle operazioni previste o eseguite,
  4. ottenere l'autorizzazione di chi ha poteri di amministrazione o direzione prima di avviare o proseguire il rapporto, e
  5. assicurare un controllo costante e rafforzato del rapporto, con verifiche più frequenti e più approfondite.

In base al comma 4 ter, le autorità di vigilanza di settore possono inoltre imporre misure ulteriori, fino alla comunicazione periodica delle operazioni che coinvolgono questi Paesi o alla limitazione e al divieto dei rapporti con soggetti che vi risiedono.

Nella pratica te ne accorgi in due punti. Primo, nella tua banca italiana: se trasferisci somme importanti a Monaco, può chiederti la prova di dove viene il denaro e a cosa serve. Secondo, nella banca monegasca stessa, che verifica secondo il proprio diritto e sa a sua volta che le sue banche corrispondenti nell'UE guardano con attenzione. Quanto siano rigorose comunque le banche private lo spiega Perché le banche rifiutano i non residenti.

Per chi vive in Italia, e il confronto con la Svizzera

Italia. L'obbligo deriva dal decreto 231 del 2007, che recepisce la direttiva antiriciclaggio europea e rimanda all'elenco della Commissione. Finché Monaco vi resta, la decisione del GAFI non cambia nulla negli obblighi minimi della tua banca. Lo stesso vale per chi vive in qualunque altro Stato membro, perché tutti applicano i controlli rafforzati dell'articolo 18 bis sulla base dello stesso elenco.

Svizzera. La Svizzera non è vincolata dall'elenco UE. È membro del GAFI, e la FINMA, nella sua pagina su sanzioni internazionali e dichiarazioni del GAFI, chiede a tutti gli intermediari finanziari di tenere conto delle informazioni del GAFI nelle proprie strategie di gestione del rischio. Per le banche svizzere la valutazione del GAFI pesa quindi in modo più diretto. Chi gestisce dalla Svizzera un conto a Monaco dovrebbe sentire l'uscita dalla lista prima dei clienti dell'UE, ma non c'è una garanzia giuridica: ogni banca valuta il proprio rischio da sé.

Altri due Paesi dell'elenco UE che chi ha un conto dovrebbe conoscere

Vale la pena guardare l'elenco UE completo, perché contiene Paesi che contano nel banking all'estero e non figurano in nessuna lista del GAFI.

Vanuatu, secondo il riepilogo della Commissione, è nell'elenco UE dal 23 settembre 2016. Per un conto lì significa, da anni, che i bonifici dall'UE passano per la verifica rafforzata. Cosa offre comunque il Paese e dove sono i suoi limiti lo spiega Aprire un conto a Vanuatu.

Le Isole Vergini britanniche sono nell'elenco UE dal 29 gennaio 2026. La cosa tocca meno i conti personali che le strutture societarie: una società con sede alle Isole Vergini, per una banca italiana, è un soggetto che coinvolge un paese terzo ad alto rischio ai sensi dell'articolo 24, comma 5, del decreto 231. Chi ha o vuole aprire un conto aziendale per una società del genere deve aspettarsi esattamente le richieste dell'articolo 25, comma 4 bis. Come funziona l'apertura di un conto aziendale all'estero e perché lì le banche verificano più a fondo lo spiega Aprire un conto aziendale all'estero.

Al 1° novembre 2026, secondo la Commissione, l'elenco completo comprende 26 Paesi, tra cui anche la Federazione Russa e la Bolivia (entrambe dal 29 gennaio 2026).

E la Bulgaria?

Per la Bulgaria il caso è diverso. Come Stato membro non è mai stata nell'elenco della Commissione, che riguarda solo i paesi terzi. La verifica rafforzata obbligatoria dell'articolo 24, comma 5, non è quindi mai scattata in automatico per i bonifici verso la Bulgaria.

Questo non vuol dire che una banca lasci passare senza domande ogni rapporto con la Bulgaria. In base all'articolo 24, comma 1, deve applicare la verifica rafforzata ogni volta che riscontra un rischio elevato, nel singolo caso o nella propria analisi del rischio, e tiene conto dei fattori di rischio elencati al comma 2, tra cui quelli geografici. La lista grigia del GAFI era uno di questi fattori. Con l'uscita viene meno. Per chi ha un conto in Bulgaria e per gli imprenditori con partner commerciali bulgari, la decisione del 30 ottobre si sente quindi più che per Monaco: non esiste un secondo elenco, giuridicamente vincolante, che ne ritardi l'effetto. Quanto in fretta una singola banca aggiorni le proprie classificazioni interne, però, lo decide lei.

Cosa succede ora, e cosa no

Se e quando la Commissione toglierà Monaco dal suo elenco non è stabilito. La Commissione lavora con una metodologia propria, che tiene conto delle liste del GAFI ma non le recepisce in automatico. Un regolamento delegato, inoltre, entra in vigore solo se Parlamento e Consiglio non sollevano obiezioni entro il loro termine. Una data, seriamente, non si può indicare.

Con il nuovo regolamento antiriciclaggio dell'UE cambia nel complesso il quadro della verifica della clientela; cosa significa per l'apertura di un conto lo spiega Aprire un conto dal 2027: le nuove regole UE sulla verifica della clientela.

Ciò che non cambia, a prescindere da qualunque elenco:

  • Monaco è e resta una piazza per patrimoni sostanziosi. I depositi minimi, la presenza di persona e la profondità della verifica sull'origine dei fondi dipendono dalla banca, non dal GAFI. I dati essenziali sono in Aprire un conto a Monaco.
  • Monaco segnala nell'ambito del CRS. Per chi vive in Italia un conto lì non è un conto fuori dallo scambio automatico di informazioni.
  • Un conto all'estero è legale, anche in un Paese dell'elenco UE. L'elenco non vieta nulla, rende più rigorosa la verifica. I redditi restano tassabili nel Paese di residenza, e il conto va nel quadro RW.

La tua checklist se sposti denaro a Monaco

  1. Prepara le prove dell'origine dei fondi prima del bonifico: contratti di vendita, dichiarazioni dei redditi, buste paga o prospetti degli utili. La banca italiana può chiederli e, per importi elevati, lo farà.
  2. Documenta lo scopo. Una motivazione breve e dimostrabile del bonifico ti risparmia domande.
  3. Metti in conto entrambe le parti. La banca di Monaco verifica indipendentemente dalla tua banca italiana, e le due possono chiedere documenti in forma diversa.
  4. Lascia un margine di tempo. Una verifica rafforzata costa giorni, a volte settimane. Chi ha una scadenza, come l'acquisto di un immobile, deve tenerne conto.
  5. Segui l'elenco UE, non i titoli sul GAFI. Solo una modifica del regolamento delegato cambia gli obblighi della tua banca in Italia.

La decisione del GAFI del 30 ottobre è un buon segnale per Monaco e nel medio periodo dovrebbe influire anche sulla valutazione dell'UE. Fino ad allora, per il tuo conto conta quello che c'è scritto a Bruxelles. Se Monaco sia davvero la piazza giusta per il tuo patrimonio e la tua residenza, o se Svizzera, Liechtenstein o Singapore siano più adatti, lo chiariamo nella consulenza gratuita. Ricevi entro 48 ore una valutazione scritta.

Nota: questo articolo non costituisce consulenza fiscale, legale o di investimento. Per le questioni fiscali personali rivolgiti a un commercialista abilitato.