Bail-in · BRRD · D.Lgs. 180/2015 · Garanzia dei depositi

Bail-in spiegato: cosa succede ai depositi oltre la garanzia

Da Cipro 2013 le banche in crisi si salvano con i soldi dei creditori, e chi ha depositi oltre la garanzia è un creditore. Come funziona il bail-in in Europa e in Italia, cosa coprono davvero i 100.000 euro del FITD e cosa resta fuori.

Vicolo mediterraneo nella luce della sera

Nel marzo 2013 i correntisti di due banche cipriote si svegliarono davanti a filiali chiuse e a una nuova realtà europea: la loro banca veniva salvata non con i soldi dei contribuenti, ma con i loro soldi. I saldi oltre l'importo garantito furono svalutati o convertiti in azioni di una banca fallita. Quella che sembrava un'improvvisazione d'emergenza è stata subito scritta in una legge permanente, e oggi è il copione ufficiale delle crisi bancarie in tutta l'Unione europea, Italia compresa. Se tieni somme importanti in una banca italiana o europea, questo copione vale per te che tu l'abbia letto o no, quindi i prossimi dieci minuti sono ben spesi: ecco cosa dice esattamente, cosa coprono davvero le garanzie e come si risponde con sangue freddo.

Il principio: dal bail-out al bail-in

Dopo il 2008 i governi hanno concluso che salvare le banche con denaro pubblico era politicamente finito. La dottrina che l'ha sostituito si chiama bail-in: una banca in dissesto viene stabilizzata dall'interno, svalutando o convertendo i crediti dei suoi stessi investitori e creditori, secondo un ordine fisso. Prima gli azionisti, poi gli obbligazionisti subordinati e quelli ordinari e poi, più in basso nella scala di quanto quasi tutti immaginino, i grandi depositanti, perché giuridicamente un deposito oltre la garanzia non è altro che un prestito non garantito che hai fatto alla tua banca.

La versione europea: la BRRD

L'Unione europea ha codificato la dottrina nella direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD), recepita nel diritto nazionale di ogni Stato membro. In risoluzione le autorità possono annullare azioni, convertire obbligazioni e svalutare i depositi ammissibili oltre i 100.000 euro per persona e per banca (con i sistemi nazionali fuori dall'euro fissati a importi equivalenti in valuta locale). I depositi sotto la garanzia sono protetti per costruzione e dai fondi nazionali di garanzia dei depositi; tutto ciò che sta sopra è, nella logica stessa della norma, capacità di assorbire perdite. Non è una lettura estrema: è lo scopo dichiarato del sistema, e anche la regola che prima di qualsiasi intervento pubblico impone un bail-in pari almeno all'8 per cento del passivo totale va nella stessa direzione. I casi di risoluzione nell'area euro dal 2013 in poi hanno seguito la scala.

La versione italiana: il D.Lgs. 180/2015

L'Italia ha recepito la BRRD con i decreti legislativi 16 novembre 2015, n. 180 e n. 181. L'autorità di risoluzione nazionale è la Banca d'Italia, che dal gennaio 2016 opera nel Meccanismo di risoluzione unico insieme al Comitato di risoluzione unico (SRB) di Bruxelles. Pochi giorni dopo il recepimento, il 22 novembre 2015, la Banca d'Italia avviò la risoluzione di Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti: riserve e capitale azzerati, obbligazioni subordinate computate nel patrimonio svalutate, l'attività trasferita a quattro nuove banche ricapitalizzate dal Fondo di risoluzione. La scala italiana funziona come quella europea: azionisti, altri strumenti di capitale, creditori subordinati, creditori ordinari e solo dopo di loro le persone fisiche e le PMI con depositi oltre i 100.000 euro, che godono di un trattamento preferenziale ma restano nella fila. La garanzia del FITD si ferma a 100.000 euro per depositante e per banca. Sopra quella soglia sei, per legge, un creditore della tua banca: con una precedenza sugli obbligazionisti, ma pur sempre un creditore, e in una crisi a decidere è la legge.

Cosa copre davvero la garanzia

La garanzia vale per persona e per banca, non per conto. Un conto corrente e un conto deposito presso la stessa banca condividono un unico limite di 100.000 euro. In un conto cointestato il deposito si divide tra i cointestatari e ognuno ha il proprio limite, quindi una coppia presso una sola banca è coperta fino a 200.000 euro in tutto. Conti presso banche diverse, con licenze diverse, hanno ciascuno il proprio limite, ed è questa la ragione strutturale per cui la diversificazione funziona. Il FITD rimborsa entro sette giorni lavorativi dall'avvio della liquidazione coatta amministrativa. Cosa la garanzia non copre: i saldi oltre il limite; i prodotti d'investimento, anche se comprati in banca, a cominciare da azioni e obbligazioni emesse dalla banca stessa; i pronti contro termine; e, in generale, ciò che è intestato a imprese oltre la soglia. La garanzia è un pavimento, non un soffitto, e il pavimento è più basso dei saldi operativi della maggior parte dei professionisti.

Il problema della concentrazione

Il rischio di bail-in non riguarda soprattutto le banche deboli. Riguarda la concentrazione. Quasi tutti quelli che hanno somme importanti le tengono in uno o due istituti di un solo paese, il che significa che un solo regime di risoluzione può raggiungerle tutte insieme. Un professionista con 300.000 euro di risparmi in un'unica banca italiana ha 200.000 euro esposti alla scala del D.Lgs. 180/2015. Lo stesso professionista con gli stessi 300.000 euro divisi tra una banca italiana (100.000 euro, interamente coperti), una banca georgiana e una banca serba ha un terzo del totale dentro il regime e due terzi fuori, e le quote esterne rispondono ad autorità di risoluzione diverse, a sistemi giuridici diversi e a tempi di crisi diversi. Non c'è niente di esotico in questa diversificazione: è la stessa logica che si applica a qualsiasi rischio concentrato.

Cosa resta fuori dal regime europeo

Un conto bancario in Georgia, Serbia, Armenia o Kazakistan è fuori dalla BRRD e quindi fuori dal D.Lgs. 180/2015. Risponde al regime di risoluzione del proprio paese, che in ognuno di questi casi è strutturalmente separato dal sistema europeo: una decisione di risoluzione presa a Bruxelles o a Roma non può raggiungerlo. Il conto porta comunque con sé il rischio del proprio paese, ed è per questo che valutiamo la qualità del sistema bancario prima di consigliare una giurisdizione e che pubblichiamo il sistema di garanzia di ogni destinazione sulla sua pagina. L'obiettivo non è il rischio zero, ma un rischio non correlato: una crisi che colpisce il tuo sistema di casa non colpisce nello stesso momento la tua riserva. Dall'11 gennaio 2027 una norma europea distinta decide anche quale ordinamento custodisce il deposito, perché la CRD VI impone a una banca extra SEE di aprire una succursale autorizzata nel tuo Stato membro prima di offrire servizi bancari fondamentali a un residente nell'Unione, salvo che sia stato il cliente a rivolgersi alla banca di propria iniziativa o che il contratto sia stato concluso prima dell'11 luglio 2026.

La risposta pratica

La risposta lucida al rischio di bail-in non è il panico né l'oro sotto il materasso. È una diversificazione misurata: tieni dentro il sistema di casa quello che ti serve per la vita quotidiana e per gli impegni a breve, dove la garanzia lo copre e l'infrastruttura ti è familiare; sposta la riserva, l'eccedenza oltre la garanzia, la liquidità dell'azienda, il ricavato di una vendita, fuori dalla portata di un solo regime. La pagina delle destinazioni ti porta in fretta a una rosa di candidati. Ricordati della liquidità sui conti titoli: i saldi in attesa di regolamento sono depositi bancari con tutto quanto detto sopra, quindi tienili bassi. E prendi la qualità della banca sul serio quanto la sua geografia: una banca solida dentro un regime di bail-in batte comunque una banca debole fuori, ed è per questo che escludiamo interi paesi che non superano i nostri standard.

Il controllo di cinque minuti sulla tua esposizione

Prima di cambiare qualsiasi cosa, misura. Elenca ogni banca in cui tieni liquidità, compresi i conti di regolamento dentro il tuo conto titoli e i saldi parcheggiati presso le fintech, e annota il paese della società titolare della licenza, che per diverse app popolari non è il paese del sito pubblicitario. Somma ciò che supera la garanzia applicabile in ciascun istituto: quella cifra è la tua esposizione al bail-in, e per molti professionisti e imprenditori che hanno venduto un'azienda è sorprendentemente alta e sorprendentemente concentrata. Poi fatti la domanda della diversificazione: quanta parte del totale risponde a un solo regime di risoluzione? Se la risposta è "tutta", hai trovato la riduzione del rischio più economica che hai a disposizione, perché spostare una riserva oltre il regime costa una commissione di servizio e un pomeriggio, mentre il rischio che elimini si misura con i tuoi soldi.

Domande frequenti

Il bail-in è mai stato applicato ai normali correntisti? Oltre la garanzia, sì: Cipro 2013 è il caso di scuola, e le risoluzioni europee successive hanno imposto perdite ad azionisti e obbligazionisti, costruendo gli esiti in modo da risparmiare i depositi garantiti. Il punto di progetto del sistema è proprio questo: i depositi non coperti assorbono perdite quando serve.

I soldi sotto i 100.000 euro sono del tutto al sicuro? Sono al sicuro quanto il sistema di garanzia che li protegge, e per il dissesto di una singola banca si tratta di una promessa solida, con un fondo vero e una storia alle spalle. L'avvertenza onesta riguarda le crisi sistemiche, e la risposta onesta a quell'avvertenza è la diversificazione tra giurisdizioni, non l'ansia.

Anche gli altri paesi hanno il bail-in? Regimi di risoluzione esistono in molti paesi e la dottrina si diffonde attraverso gli standard internazionali, con profondità e trattamento dei depositanti molto diversi; le nostre pagine delle destinazioni indicano il sistema di garanzia di ogni paese invece di fingere che la domanda non esista. Lo scopo della diversificazione non è trovare un mitico sistema senza rischi, ma fare in modo che le decisioni di un solo regime non raggiungano tutta la tua liquidità nello stesso momento.

Vuoi mettere alla prova la tua situazione? Portala alla consulenza gratuita: ti diremo chiaramente dove si trova il tuo rischio di concentrazione e se ti serviamo davvero per risolverlo. La consulenza si svolge in inglese.