Regolamentazione

Contante da luglio 2027: il tetto UE di 10.000 euro, il documento da 3.000 euro e perché frazionare non serve

In Italia il contante ha un limite da anni. Che cosa aggiunge il regolamento antiriciclaggio europeo, che cosa resta della regola italiana e come le banche riconosceranno i pagamenti frazionati.

Un uomo anziano con la coppola, appoggiato a un rastrello nel suo orto autunnale, ride guardando l'obiettivo

In Italia il limite al contante non è una novità. Dal 1° gennaio 2023 il trasferimento di denaro contante tra soggetti diversi è vietato quando raggiunge i 5.000 euro, privati compresi. Dal 10 luglio 2027 arriva anche una regola europea. Da quella data si applica in tutta l'UE il regolamento antiriciclaggio europeo, e con esso un tetto di 10.000 euro ai pagamenti in contante nelle attività commerciali. Dal 1° ottobre 2026 ci sono inoltre le bozze dei criteri con cui banche, cambiavalute e commercianti dovranno riconoscere se più pagamenti piccoli sono in realtà uno solo grande. Chi considera il contante parte della propria privacy dovrebbe conoscere le nuove regole prima di violarle per caso.

Il tetto: che cosa prevede l'articolo 80

La regola sta nell'articolo 80 del regolamento (UE) 2024/1624. Chi commercia beni o presta servizi può ricevere o effettuare pagamenti in contante solo fino a 10.000 euro. Vale anche in valuta estera e a prescindere dal fatto che il pagamento avvenga in un'unica operazione o in più operazioni che appaiono collegate. In base all'articolo 90, il regolamento si applica dal 10 luglio 2027.

Gli Stati membri possono fissare limiti più severi, e i Paesi che hanno già soglie più basse le mantengono. È il caso dell'Italia. L'articolo 49 del d.lgs. 231/2007 vieta il trasferimento di contante "a qualsiasi titolo tra soggetti diversi", persone fisiche o giuridiche, quando il valore oggetto di trasferimento è complessivamente pari o superiore a 5.000 euro, anche con pagamenti inferiori che appaiono artificiosamente frazionati. In Italia vale quindi la regola più severa, e vale anche tra privati.

Le violazioni del tetto europeo le sanzionano gli Stati membri secondo il proprio diritto, nei confronti di chi lo viola nell'esercizio della propria attività professionale. Nel mirino c'è quindi soprattutto il commerciante che incassa il denaro.

Che cosa resta consentito

Il tetto europeo non è un divieto del contante. L'articolo 80, paragrafo 4, esclude espressamente due ambiti.

I pagamenti tra privati che non agiscono a titolo professionale. Per la regola europea, chi compra la moto del vicino da privato non è toccato dal tetto. In Italia però questa esenzione non ti aiuta: il limite italiano di 5.000 euro vale tra qualunque soggetto, anche tra due privati.

Versamenti e prelievi nei locali di banche, istituti di moneta elettronica e prestatori di servizi di pagamento. Puoi quindi continuare a versare allo sportello più di 10.000 euro; anche l'articolo 49, comma 13, esclude dal limite italiano i trasferimenti in cui è parte una banca o Poste Italiane. Da luglio 2027 però gli istituti segnaleranno ogni versamento o prelievo oltre questa soglia all'unità di informazione finanziaria, in Italia la UIF presso la Banca d'Italia, entro i termini che essa stabilisce. In Italia esiste già oggi qualcosa di molto simile: dal 2019 banche, Poste e istituti di pagamento inviano ogni mese alla UIF le comunicazioni oggettive sulle operazioni in contante di uno stesso cliente che nel mese solare raggiungono complessivamente 10.000 euro, sommando quelle da 1.000 euro in su. Il versamento resta consentito, ma non passa inosservato.

E naturalmente il contante resta moneta a corso legale. In parallelo all'euro digitale, Parlamento e Consiglio negoziano da luglio 2026 un quadro giuridico proprio per le banconote e le monete in euro, documentato nella procedura 2023/0211(COD). Un risultato non c'è ancora.

Documento già da 3.000 euro

Meno nota del tetto è una seconda soglia. In base all'articolo 19, paragrafo 4, del regolamento, i soggetti obbligati devono, in caso di operazione occasionale in contante da 3.000 euro in su, almeno identificare il cliente e verificarne l'identità, cioè controllare il documento. Soggetti obbligati sono tra gli altri banche, cambiavalute, prestatori di servizi di pagamento e commercianti di beni di alto valore come metalli preziosi, pietre preziose o opere d'arte.

In pratica: chi da luglio 2027 cambia 4.000 euro in dollari presso un cambiavalute o compra in contante da un commerciante di metalli preziosi monete d'oro per 4.000 euro dovrà mostrare un documento. In Italia, dove il contante tra soggetti diversi si ferma comunque sotto i 5.000 euro, la nuova soglia europea conta proprio nella fascia tra 3.000 e 4.999,99 euro: lì il pagamento in contante resta possibile, ma con identificazione.

Per i trasferimenti di fondi, cioè i classici servizi di rimessa senza conto, la soglia per le operazioni occasionali è di 1.000 euro in base all'articolo 19, paragrafo 2, e lo stesso vale per i prestatori di servizi per le cripto-attività.

Perché frazionare non serve: i nuovi criteri per i pagamenti collegati

Ognuna di queste soglie vale espressamente anche per le operazioni collegate. Chi invece di un pagamento da 12.000 euro ne fa tre da 4.000 non resta sotto la soglia, se i pagamenti sono collegati. Il regolamento definisce operazioni collegate due o più operazioni con origine, destinazione e scopo identici o simili, o con altre caratteristiche rilevanti in comune, in un determinato periodo di tempo.

Come i soggetti obbligati debbano riconoscerle l'ha stabilito il 1° ottobre 2026 l'Autorità antiriciclaggio dell'UE (AMLA) nelle bozze finali delle sue norme ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 9; il comunicato stampa le indica come una delle tre norme per il settore privato. L'articolo 3 delle bozze chiede una valutazione complessiva di tutte le circostanze e indica criteri da esaminare come minimo:

  • Pagamenti della stessa persona, ma anche di clienti che, secondo le informazioni del soggetto obbligato, sono familiari, soci in affari o persone che agiscono di concerto.
  • L'uso della stessa infrastruttura digitale o di intermediari comuni.
  • Pagamenti che riguardano lo stesso acquisto.
  • Pagamenti in luoghi diversi, attraverso una rete di agenti o a distanza, se origine e destinazione sono le stesse.
  • Pagamenti in un breve periodo di tempo, rapportato al tipo di attività.

Per cambiavalute, servizi di rimessa e prestatori di servizi per le cripto-attività le bozze fissano un periodo minimo: un mese. Chi presso un cambiavalute cambia tre volte 1.500 euro nell'arco di un mese deve aspettarsi che gli importi vengano sommati. Gli stessi prestatori dovranno inoltre considerare tre o più operazioni in dodici mesi come criterio per stabilire se esista già un rapporto d'affari continuativo. In quel caso non valgono più le soglie per le operazioni occasionali, ma l'adeguata verifica completa.

Sul piano giuridico sono ancora bozze. La Commissione europea le adotta come regolamento delegato, e secondo il comunicato si applicano sei mesi dopo l'entrata in vigore. Per capire lo scopo delle regole i dettagli non servono: dividere apposta gli importi per aggirare le soglie è esattamente lo schema che i controllori cercano.

Contante in viaggio: la dichiarazione da 10.000 euro

Una soglia che molti confondono con il nuovo tetto vale da tempo. Chi entra nell'UE o ne esce con 10.000 euro o più in contanti deve dichiarare l'importo alla dogana, in base all'articolo 3 del regolamento (UE) 2018/1672. Riguarda per esempio il viaggio dall'Italia in Svizzera. Vanno indicati tra l'altro proprietario, provenienza e uso previsto del denaro. Per il contante spedito per posta o tramite corriere la dogana può chiedere una dichiarazione informativa.

L'Italia va oltre la regola europea. L'articolo 3 del d.lgs. 195/2008 obbliga chiunque entri nel territorio nazionale o ne esca con contante pari o superiore a 10.000 euro a dichiararlo all'Agenzia delle dogane e dei monopoli e a metterlo a disposizione per il controllo, anche nei movimenti all'interno dell'Unione. Vale quindi anche per un viaggio dall'Italia in Francia o in Austria.

Immobili: in Italia il contante si ferma già a 5.000 euro

Per l'acquisto più importante della vita in Italia non serve un divieto apposito. Il limite generale dell'articolo 49 vale per ogni trasferimento tra soggetti diversi, a qualsiasi titolo, e quindi anche per il prezzo di una casa: oltre i 4.999,99 euro il pagamento passa per una banca. Il resto del prezzo si regola con bonifico o assegno, e anche le caparre e gli acconti rientrano nella stessa regola. Il tetto europeo di 10.000 euro da luglio 2027 non cambia nulla in questo, perché la regola italiana resta la più severa.

Quattro casi di tutti i giorni da luglio 2027

L'auto usata da 15.000 euro. In Italia il pagamento in contante è escluso già oggi, dal concessionario come dal privato, perché supera i 5.000 euro; dividerlo in più appuntamenti non aiuta, la legge vieta proprio i pagamenti artificiosamente frazionati. Da luglio 2027 il tetto europeo di 10.000 euro si aggiunge per i commercianti in tutta l'UE.

Monete d'oro per 4.000 euro. Sotto la soglia italiana il pagamento in contante resta possibile. Da luglio 2027 però il commerciante di metalli preziosi, come soggetto obbligato, dovrà identificarti, perché scatta la soglia europea di 3.000 euro, uguale in tutti gli Stati membri.

Versamento di 12.000 euro in contanti da un'eredità. Allo sportello resta consentito. La banca però comunica l'operazione alla UIF già oggi con le comunicazioni oggettive, e da luglio 2027 anche in base alla regola europea; di norma ti chiederà l'origine. Chi ha con sé la dichiarazione di successione e i documenti dell'eredità risponde in un minuto.

Il cambio in dollari prima del viaggio. Fino a poco meno di 3.000 euro, come cambio occasionale, senza obbligo di documento secondo la soglia europea; oltre, con documento. Più cambi nello stesso mese per lo stesso viaggio il cambiavalute li somma.

Le regole europee valgono da luglio 2027 allo stesso modo in tutti gli Stati membri, perché il regolamento si applica direttamente. La Svizzera non fa parte dell'UE, e lì resta determinante il diritto antiriciclaggio svizzero.

Che cosa significa per la tua privacy

Il contante resta dal 2027 il mezzo di pagamento più discreto per la vita quotidiana. Per gli importi più grandi perde questo ruolo, e in Italia l'ha perso da tempo. Già oggi ogni passaggio di frontiera con 10.000 euro o più lascia una dichiarazione. Da luglio 2027 ogni versamento in contante oltre 10.000 euro allo sportello lascia una segnalazione all'unità di informazione finanziaria, e ogni acquisto in contante da 3.000 euro presso un soggetto obbligato un controllo del documento.

Non ne segue che la privacy nei pagamenti diventi impossibile. Si sposta dal nascondere allo strutturare: quale banca in quale Paese ha quali dati su di te è una questione che si può organizzare in modo legale. Quali forme di riservatezza sono consentite e dove passa il confine con l'evasione fiscale lo spiega Banca discreta: privacy legale senza evasione fiscale. Perché il conto anonimo è un mito e quale alternativa legale esiste lo trovi in Conto anonimo: il mito e la realtà legale. E quali dati sui tuoi conti arrivano oggi in automatico al fisco lo mostra Il CRS spiegato.

Che cosa preparare adesso

  1. Poter documentare l'origine. Chi ha somme in contante consistenti, per esempio da un'eredità o da una vendita, dovrebbe documentarne la provenienza prima di versarle o spenderle.
  2. Pianificare senza contante gli acquisti più grandi. In Italia da 5.000 euro in su vale già oggi, da luglio 2027 si aggiunge il tetto europeo per i commercianti.
  3. Non frazionare. I pagamenti divisi vengono sommati e sembrano più sospetti di un pagamento grande fatto apertamente.
  4. Dichiarare il contante in viaggio. Da 10.000 euro sempre quando esci dall'UE o vi entri, e dall'Italia anche verso gli altri Paesi dell'Unione.

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Nota: questo articolo non costituisce consulenza fiscale, legale o di investimento. Per le questioni fiscali personali rivolgiti a un commercialista abilitato.