Regolamentazione · Registro dei conti · Privacy finanziaria

Il registro europeo dei conti: cosa significa per i tuoi soldi

Un registro centrale che dice alle autorità chi ha un conto e presso quale banca dell'UE. Cosa registra, chi vi accede e perché un conto fuori dall'Unione non vi compare.

Il registro europeo dei conti e cosa significa per i titolari

Da anni l'Unione europea discute di un registro centrale dei conti bancari. In diversi Stati membri, tra cui Austria, Germania e Francia, esistono già varianti nazionali, e l'Italia ha il proprio archivio da molto tempo. La direzione è chiara: più trasparenza, più accesso per le autorità, meno anonimato per chi ha un conto.

Cosa significa in concreto, e perché un conto fuori dall'UE non ne è toccato?

Che cos'è il registro europeo dei conti?

Il registro europeo dei conti è una banca dati centrale che indica quale persona ha un conto presso quale banca nell'UE. Non contiene saldi né movimenti: solo l'esistenza del conto, il numero di conto e l'identità del titolare.

Lo scopo è dare alle autorità fiscali, alle procure e ad altre autorità un quadro rapido dei rapporti bancari di una persona, senza dover inviare richieste laboriose a ogni singola banca.

Cosa viene registrato?

  • Nome e data di nascita del titolare
  • Numero di conto (IBAN)
  • Nome e BIC della banca presso cui è aperto il conto
  • Data di apertura e di chiusura del conto

Cosa non viene registrato: saldi, movimenti, beneficiari dei pagamenti, causali.

Chi ha accesso?

Di norma hanno accesso: le autorità fiscali (per i controlli), le procure (per le indagini), le unità di informazione finanziaria antiriciclaggio, in Italia la UIF presso la Banca d'Italia, e in alcuni Paesi anche gli enti previdenziali e gli ufficiali giudiziari.

L'accesso non è pubblico. Richiede una richiesta motivata da parte di un'autorità. Ma è rapido: in Austria una consultazione del registro dei conti richiede pochi secondi.

Cosa significa per i conti fuori dall'UE?

È il punto decisivo: il registro europeo dei conti censisce solo i conti presso banche con sede nell'UE. Un conto in Georgia, a Singapore, a Panama o a Vanuatu non vi compare.

Questo non significa che un conto all'estero sia invisibile. Il CRS fa sì che i dati del conto arrivino, con lo scambio automatico di informazioni, al Paese di residenza del titolare. Ma l'accesso diretto e immediato delle autorità attraverso il registro dei conti è limitato alle banche dell'UE.

Per chi considera importante la privacy finanziaria è una differenza rilevante: un conto fuori dall'UE non è visibile nel registro europeo dei conti, anche quando è indicato correttamente nel quadro RW della dichiarazione dei redditi.

L'Archivio dei rapporti finanziari: il modello italiano

L'Italia non ha aspettato Bruxelles. Nell'Archivio dei rapporti finanziari, una sezione dell'Anagrafe tributaria prevista dall'articolo 7 del DPR 605 del 1973, banche, Poste Italiane, intermediari finanziari, imprese di investimento e istituti di pagamento comunicano l'esistenza e la natura di ogni rapporto, con i dati di chi lo intrattiene.

E l'archivio italiano va oltre lo schema europeo. Con la comunicazione integrativa annuale gli operatori trasmettono anche i saldi iniziali e finali, i totali delle movimentazioni in dare e in avere e la giacenza media annua dei conti correnti e dei conti di deposito. Le singole operazioni restano fuori, ma il fisco italiano vede molto più della semplice esistenza di un conto.

L'archivio raccoglie le comunicazioni degli operatori finanziari che lavorano in Italia. Le informazioni su un conto presso una banca estera arrivano per altre strade: lo scambio automatico CRS e il tuo quadro RW.

Il registro europeo dei conti non è un motivo per farsi prendere dal panico, ma è un motivo per avere una strategia. Chi considera la privacy finanziaria un interesse legittimo e adempie correttamente ai propri obblighi fiscali ha buone ragioni per tenere una parte del patrimonio fuori dall'UE. Il conto resta legale e i redditi restano tassabili in Italia: nessuno ti aiuta a nascondere nulla, si tratta di scegliere dove stanno i tuoi soldi.

Strettamente collegato: Il CRS spiegato: cosa significa lo scambio automatico di informazioni

Per approfondire: Protezione del patrimonio con un conto all'estero: strategie e giurisdizioni

Nota: questo articolo non costituisce consulenza fiscale, legale o di investimento. Per le questioni fiscali personali rivolgiti a un commercialista abilitato.